Le Pro Loco attualmente facenti parte del Consorzio Pro Loco Friuli Nord Est sono le seguenti:

Artegna è un centro di quasi 3000 abitanti situato nell’alto Friuli, ai piedi delle Prealpi Giulie. Le borgate che compongono l’abitato sono adagiate sulle colline ricche di boschi che dalle pendici del Monte Cuarnan digradano dolcemente verso la pianura.


Montenars è un comune interamente montano compreso nei bacini idrografici dei torrenti Orvenco e Vedronza, rispettivamente affluenti dei fiumi Ledra e Torre. Il territorio comunale è ripartito in tre frazioni: S. Giorgio, la più a Sud, con i borghi di Zampariûl, Lazzaretto, Lucardi e Cologna, S. Elena; con i borghi di Curminìe, Isola, Bulons, Jouf, Capovilla e, decentrato, Plazzaris; S. Maria Maddalena, la frazione più orientale, con Frattins, Patuòcina, Flaipano, Sottocretto di sopra e di sotto.


Lo chiamavano un tempo “Cuel Taront”, per la sua forma a tronco di cono dagli spigoli smussati, con quella bonaria mole che lo fa apparire come un gigante appisolato con i piedi nelle acque gelide del Tagliamento. Il San Simeone è tra le prime montagne a salutare l’arrivo di chi si lascia alle spalle la pianura friulana per raggiungere la Carnia: inconfondibile nell’aspetto, si erge isolato da altri rilievi proprio sopra gli abitati di Bordano e Interneppo.


Si presume che il nome Avasinis sia dovuto alle persone che estraevano l’argilla nella località chiamata Boscur, con la quale modellavano vasi, ciotole e scodelle. La tradizione vuole che il paese sia sorto verso il Mille mentre si ha notizia dell’autorizzazione del Patriarca Bertrando (1335-1350) per la sepoltura dei morti nel cimitero locale anzichè in quello della chiesa madre di Osoppo e di un’analoga autorizzazione papale del 1439 per l’amministrazione del battesimo.


Venzone deve la sua fortuna alla favorevole posizione geografica che lo vede come passaggio obbligato fin dal tempo dei Celti (500 a.C.). A questi poi sono seguiti i Romani, che hanno fatto di Venzone una loro statio lungo il percorso della Via Julia Augusta, che da Aquileia portava ai mercati del Norico. Diversi sono i reperti archeologici, venuti alla luce durante gli scavi per i lavori di restauro del Duomo, che provano la presenza di un edificio d’epoca romana nell’area attigua alla chiesa.


Il territorio moggese risulta fra i più estesi non solo della montagna friulana ma dell’intera Regione. È interessato da tre zone geografiche: la parte meridionale, a sud del fiume Fella, appartiene alle Prealpi Giulie, la parte centrale fino alla testata della Val Aupa, rientra nelle Alpi Carniche e più specificamente nelle Alpi Tolmezzine o d’Incarojo, mentre la parte settentrionale, comprendente l’alto bacino del torrente Pontebbana, si inserisce nell’ambito della Catena Carnica Principale.


In Val Resia bisogna andarci proprio di proposito. La si può raggiungere dalla statale Pontebbana, corridoio d’Europa, entrando all’altezza di Resiutta, famosa per i fragranti grissini e per le rosticcerie che offrono, tra le altre cose, l’arcinoto pollo allo spiedo. Resiutta fin dal passato è stata punto di sosta e di ristoro per viandanti e commercianti, guerrieri, principi e imperatori. Molte personalità del passato si sono ristorate e riposate nelle locande di questa antica cittadina.


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Pontebba segnava un tempo il confine tra la Repubblica veneta e l’Impero asburgico ma l’insediamento è molto più antico. Una lapide dissepolta nel 1789 parla infatti di un certo Onesimo, servo della gabella dell’Illirico (oggi diremmo agente di dazio) e conferma l’esistenza in loco di una struttura doganale probabilmente già nel II secolo d. C.


La vallata ha una storia antichissima che risale ad oltre 3000 anni fa. I primi a comparire furono dei cacciatori primitivi che qui giunsero al seguito delle prede. Alcuni di questi si stabilirono in grotte ed anfratti esistenti nella zona. Molti secoli dopo di qui passò la via romana tra Aquileia e Virunum, una località nei pressi di Klagenfurt. Quasi certamente a Camporosso si trovava una statio, luogo di sosta e ristoro (paragonabile a quelli che sono oggi gli autogrill ed i motel sull’autostrada). Qui si sono avuti numerosi ritrovamenti fra cui una stele funeraria, un bel monumento ancor oggi esposto in paese.